Gonfiore dopo i pasti, pancia che brontola, stanchezza. È facile pensare a un'intolleranza e cercare un test che la trovi. Il problema è che molti test in circolazione danno risultati che sembrano precisi ma non dicono nulla di utile.
Allergia, intolleranza e celiachia sono tre cose diverse, e si diagnosticano in modi diversi. I test delle IgG alimentari, la biorisonanza, il test del capello e quello kinesiologico non hanno basi scientifiche e possono portare a diete inutili. Hanno senso invece il breath test per il lattosio, gli anticorpi specifici per la celiachia, i test dell'allergologo per le allergie. I test genetici dicono se c'è una predisposizione, non se c'è un disturbo. Il diario alimentare resta uno degli strumenti più utili.
01Allergia, intolleranza, celiachia
Nel linguaggio di tutti i giorni si usano come sinonimi, ma in medicina sono tre condizioni diverse.5
Allergia
È una reazione del sistema immunitario, mediata da anticorpi chiamati IgE. Compare di solito in pochi minuti: orticaria, gonfiore di labbra o gola, vomito, difficoltà a respirare. Anche piccole quantità possono scatenarla. Se ne occupa l'allergologo.
Intolleranza
Non coinvolge il sistema immunitario. Spesso dipende dalla difficoltà a digerire una sostanza, come nella carenza di lattasi, l'enzima che scompone il lattosio. Dà disturbi digestivi come gonfiore e diarrea, e dipende dalla quantità: una piccola dose può essere ben tollerata.
Celiachia
È una malattia autoimmune scatenata dal glutine in persone geneticamente predisposte. Danneggia l'intestino e può dare sintomi digestivi, ma anche anemia, stanchezza o nessun sintomo evidente. Richiede una diagnosi medica precisa.4
02I test che non servono
Alcuni test sono molto diffusi e promettono di individuare decine di «intolleranze» con un solo prelievo, un capello o un apparecchio. Le società scientifiche li sconsigliano.12
IgG o IgG4 alimentari
Gli anticorpi IgG verso un alimento indicano soprattutto che lo si mangia abitualmente, e spesso che lo si tollera. Non indicano un'intolleranza.1
Biorisonanza e test elettrici
Misurano la conducibilità della pelle, che non ha relazione con le reazioni agli alimenti.2
Test del capello
L'analisi del capello non permette di diagnosticare allergie o intolleranze alimentari.2
Test kinesiologico e citotossico
Forza muscolare e reazioni dei globuli bianchi in provetta non hanno dimostrato di riconoscere un alimento che fa male.2
Il rischio non è solo economico. Un elenco lungo di «alimenti da evitare» porta a diete sempre più ristrette, con il pericolo di carenze, di un rapporto complicato con il cibo e di ritardare la diagnosi vera, come una celiachia o un problema intestinale che meritava attenzione.
Togliere un alimento è facile. Rimetterlo, dopo mesi di paura, lo è molto meno. Per questo la diagnosi viene prima della dieta.
L'équipe di Beauty Medical Lab
03I test che hanno senso
Lattosio
Il breath test all'idrogeno misura nel respiro i gas prodotti quando il lattosio non viene digerito. È l'esame di riferimento per il malassorbimento di lattosio.3
Celiachia
Si parte dagli anticorpi anti-transglutaminasi IgA, insieme alle IgA totali, mentre si mangia ancora glutine. La conferma, nell'adulto, passa di solito dalla biopsia intestinale.4
Allergie
Prick test e dosaggio delle IgE specifiche, prescritti e interpretati dall'allergologo in base ai sintomi.5
Un dettaglio importante: per la celiachia non bisogna togliere il glutine prima degli esami. Senza glutine gli anticorpi si abbassano e il test può risultare falsamente negativo.4
04A cosa serve un test genetico
Un test genetico analizza il DNA per individuare predisposizioni a reazioni avverse verso alcuni alimenti. Non misura i disturbi di oggi: dice se si è più o meno inclini a svilupparli. Le predisposizioni studiate meglio sono due.
Per il lattosio, il test indica se si è geneticamente portati a perdere la lattasi in età adulta, cosa che succede alla maggior parte della popolazione mondiale. Non dice però se e quanto lattosio dà fastidio: molte persone con questa predisposizione digeriscono bene un po' di latte o i formaggi stagionati.3
Per la celiachia, il test cerca i geni HLA-DQ2 e DQ8. Se sono assenti, la celiachia è molto improbabile: è un modo affidabile per escluderla. Se sono presenti indicano solo una predisposizione, comune a una parte importante della popolazione sana. Da soli non fanno diagnosi.4
Per questo, nel nostro studio, il test genetico non si legge mai da solo. Il nutrizionista lo interpreta insieme ai sintomi, alla storia e agli altri esami, e lo propone solo quando può davvero cambiare le decisioni.
05Il diario e la prova guidata
Lo strumento più semplice resta spesso il più utile: un diario di due o tre settimane in cui annotare cosa si mangia, quando compaiono i disturbi e quanto sono intensi. Con il diario in mano il nutrizionista può riconoscere gli schemi ricorrenti.
Se un alimento è sospetto, si può fare una prova guidata: lo si toglie per un periodo breve e definito, poi lo si reintroduce e si osserva cosa succede. Va fatta con un professionista, perché solo la reintroduzione dice davvero se quell'alimento era il problema.5 Senza questo passaggio, le diete di esclusione tendono ad allungarsi all'infinito.
06Quando serve prima il medico
Alcuni segnali non vanno attribuiti a un'intolleranza senza aver prima sentito un medico.
Perdi peso senza volerlo
Oppure hai un'anemia o una carenza di ferro che non si spiega.
Noti sangue nelle feci
O hai disturbi che ti svegliano di notte, febbre, diarrea che dura da settimane.
I disturbi sono comparsi dopo i 50 anni
Oppure in famiglia ci sono malattie intestinali o celiachia.
Hai reazioni immediate dopo un alimento
Gonfiore di labbra o gola, orticaria diffusa, difficoltà a respirare: è un'urgenza, e poi serve l'allergologo.
07Quindi, quale test?
Quello che risponde alla tua domanda, e nessuno di più. A volte basta un breath test, a volte gli anticorpi per la celiachia, a volte nessun test ma un diario e un'alimentazione riorganizzata. In visita il nutrizionista ti aiuta a scegliere, e ti dice con la stessa franchezza quali test puoi evitare.
Prenota una visita nutrizionale
Porta gli esami che hai già e, se puoi, un diario di cosa mangi e dei disturbi che noti. Il nutrizionista li legge con te e ti indica i test che hanno senso nel tuo caso, e quelli che puoi evitare.
Fonti
- Stapel SO, Asero R, Ballmer-Weber BK, et al. Testing for IgG4 against foods is not recommended as a diagnostic tool: EAACI Task Force Report. Allergy. 2008;63(7):793-796.
- Hammond C, Lieberman JA. Unproven Diagnostic Tests for Food Allergy. Immunol Allergy Clin North Am. 2018;38(1):153-163.
- Misselwitz B, Butter M, Verbeke K, Fox MR. Update on lactose malabsorption and intolerance: pathogenesis, diagnosis and clinical management. Gut. 2019;68(11):2080-2091.
- Al-Toma A, Volta U, Auricchio R, et al. European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCD) guideline for coeliac disease and other gluten-related disorders. United European Gastroenterol J. 2019;7(5):583-613.
- Tuck CJ, Biesiekierski JR, Schmid-Grendelmeier P, Pohl D. Food Intolerances. Nutrients. 2019;11(7):1684.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Ogni indicazione va valutata dal medico sulla singola persona. Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026.